Un invito pacato alla discussione

6 AGO 20
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Molti giustificano la loro preferenza per berlusconi richiamando la urgenzadelle ormai fantomatiche riforme che solo l'attuale primo ministro potrebbee saprebbe fare (a proposito: "l'amato premier che fa le riforme" non suonaun po' nostalgico?). Il problema è che dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2010di riforme (ovvero di leggi che innovassero strutturalmente la materia dadisciplinare) ce ne sono state poche (secondo me, solo una: la riformavietti del libro V del codciv). Dal momento che considero giornalisti elettori de il foglio persone mediamente molto intelligenti e prive dipregiudizi, mi permetto di invitare tutti a considerare che dal 1992 al 2001si sono invece avute: il testo unico bancario; il passaggio dal sistemaprevidenziale retributivo a quello contributivo (legge dini); le leggibassanini (conferenza dei servizi, autocertificazione, silenzio assenso,decentramento regionale, etc); il pacchetto treu per la nuova disciplina delmercato del lavoro (l'occupazione cominciò a risalire dal 1998, nds); iltesto unico della finanza; la sostituzione di precedenti tributi conun'imposta regionale con contestuale taglio del gettito (irap); il testounico degli enti locali; le leggi elettorali maggioritarie per enti locali,regioni e parlamento; il conferimento della potestà legislativa alleregioni (cosiddetto titolo V, l'unica vera riforma "federale" che si siaavuta dal 1970 in poi); misure per favorire l'occupazione come il creditod'imposta; la riforma dell'università (zecchino/berlinguer) conl'introduzione dei tre cicli (I livello, II livello, dottorato); l'entrata eil mantenimento dell'italia nell'area della moneta unica; leprivatizzazioni; la liberalizzazione del mercato dei servizi telefonici; idecreti bersani del 1997 per la liberalizzazione del commercio; lo sportellounico delle attività produttive; misure per favorire la crescita delledimensioni delle imprese (dit e superdit); debito pubblico dal 120 per cento del pilal 105.